Covid-19, gli obesi sono più a rischio di contrarre il coronavirus?

Abbiamo una pandemia in corso, e tuttavia nessuno sembra avere le idee chiare sul virus che l’ha scatenata, il Covid-19.

Prima lo studio italiano che parla di poco o troppo testosterone come fattore di rischio negli uomini, oggi un nuovo studio che parla di obesità come fattore di rischio maggiore. Andiamo per ordine e cerchiamo di capire se gli obesi sono più a rischio di contrarre il coronavirus, e perché.

COVID-19, OBESITA’ COME FATTORE DI RISCHIO?

Dcomedieta.it aveva già dato la notizia dell’obesità come sospetto fattore di rischio per il Coronavirus, sulla base dei dati raccolti dalla app britannica Covid Symptom Tracker di Tim Spector, professore di epidemiologia.

In seguito sono usciti due studi, uno in Gran Bretagna e l’altro negli Stati Uniti, in cui in sostanza hanno trovato un’associazione positiva tra il numero dei degenti, la letalità e il fattore obesità (fonte, fonte). Più un altro report dell’Icnarc.

Va detto che questi studi sono semplicemente osservativi, quindi individuano un fattore di rischio ma non danno spiegazioni ulteriori. Si limitano a evidenziare un dato.

Infatti un altro studio, apparso a fine aprile sulla rivista Nature, dice che non è possibile avere un’associazione significativa tra obesità e Covid-19, perché i dati sono scarsi, e soprattutto perché, cita lo studio, esiste un paradosso dell’obesità per cui al contrario chi è obeso sembra più resistente alle complicazioni polmonari da Coronavirus.

Escono intanto altri studi.
Uno su The Lancet ipotizza che il fattore obesità sia da prendere in considerazione per le fasce più giovani, che quindi sarebbero più suscettibili di aggravamento a causa del loro peso.
Un altro studio esce sui pazienti lombardi. Uno sui pazienti cinesi. E un altro ancora sui pazienti francesi.

Quindi in definitiva gli studi che partendo dalle persone ospedalizzate identificano l’obesità come fattore di rischio sono numerosi, con dati che provengono da Paesi diversi. Ma qualcuno ha fornito delle possibili spiegazioni che chiariscono il nesso?

COVID-19: LE IPOTESI SULL’OBESITA’ COME FATTORE DI RISCHIO

In un editoriale apparso sulla rivista Obesity Rewievs firmato dal medico Radwan Kassir, del Dipartimento di Chirurgia bariatrica del CHU Felix Guyon di Réunion, in Francia, si elencano le possibili spiegazioni che collegano l’obesità a un maggiore rischio di eventi avversi per Coronavirus.

Si parte dal dato per cui l’obesità in generale è un fattore di rischio per molte malattie infettive, tra cui quelle influenzali. Aumenta anche il rischio di trombosi, e il motivo qui è abbastanza semplice da capire, avendo gli obesi maggiore rischio cardiovascolare e in generale di sindrome metabolica.

La spiegazione più interessante (sempre ipotetica) del medico è tuttavia di tipo enzimatico. 
Chi è obeso avrebbe più ACE2 grazie alla presenza di questi enzimi nelle cellule del tessuto adiposo.

Gli ACE2 in sostanza sono enzimi convertitori di angiotensina di tipo 2, con funzione di ormoni e recettori, che si trovano sulle membrane delle cellule e in vari organi o tessuti, tra cui quello intestinale e il tessuto adiposo. Sarebbero le porte di entrata del virus Covid 19 nel corpo. E questa predilezione del Coronavirus per gli ACE2 come “via di accesso” sarebbe più marcata che in altri virus. Avendo più ACE2 sulle membrane delle cellule, un soggetto obeso sarebbe quindi più a rischio.

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