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Arriva il vaccino per i problemi di metabolismo

Arriva dal Giappone, e per la precisione dall’Università di Osaka, la scoperta di un vaccino che potrebbe correggere i problemi di metabolismo, e in particolare di sindrome metabolica.

Una condizione in cui troviamo sia un eccesso di grasso viscerale che disordini a livello di glicemia, colesterolo, pressione o trigliceridi alti. E che spesso subentra con l’avanzare dell’età. Vediamo la notizia dello studio in dettaglio.

ARRIVA IL VACCINO PER I PROBLEMI DI METABOLISMO

Il vaccino è stato testato al momento solo sui topi affetti da sindrome metabolica. Devono quindi passare anni perché si arrivi a commercializzarlo, se supera le sperimentazioni su soggetti affetti da problemi di metabolismo. Curioso è il suo meccanismo di azione.

In sostanza, questo vaccino spazza via i vecchi linfociti T, cellule del sistema immunitario, che “pesano” sui linfociti più giovani creando un ambiente infiammatorio. I vecchi linfociti infatti si accumulano negli anni nel grasso corporeo. Di conseguenza il grasso corporeo tende a infiammarsi, e questo fa sì che negli anni chi è in sovrappeso inizi ad avere problemi di metabolismo, in particolare di glicemia alta e colesterolo alto.
Dunque il grasso corporeo, come era già stato confermato da vari studi, non è un grasso “inerte”. Ma è un grasso che segnala un grado di infiammazione, e che causa quindi una situazione di squilibrio metabolico in particolare glicemico. Questo spiegherebbe la correlazione tra sovrappeso e diabete di tipo 2, molto frequente.

COME FUNZIONA IL VACCINO CONTRO LA SINDROME METABOLICA

Il vaccino elimina i vecchi linfociti T che si accumulano nel grasso corporeo. Li distingue dai linfociti nuovi, che invece non causano uno stato infiammatorio del tessuto adiposo, attraverso una proteina di superficie che si trova solo sulle cellule senescenti, la CD153 . La scomparsa dei vecchi linfociti T per opera del vaccino ha risolto una condizione di diabete nei topi sovrappeso. Dopo il vaccino, i ricercatori hanno sottoposto i topi a un test orale di tolleranza del glucosio, scoprendo che la loro sensibilità al glucosio, quindi il loro livello di tolleranza, era sensibilmente migliorato. I risultati sono molto incoraggianti, tanto che i ricercatori credono di avere scoperto uno strumento efficace per combattere la sindrome metabolica e il diabete di tipo 2.

Vedi anche: la dieta per sconfiggere il diabete di tipo 2. 

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