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Con l’aumento delle terapie immunosoppressive e l’attenzione crescente alla qualità dell’aria negli ospedali, l’aspergillosi torna a essere un tema di rilievo per pazienti fragili e operatori sanitari. Capire come si manifesta, chi corre più rischi e quando intervenire è fondamentale per evitare esiti gravi.
Cosa sono e come arrivano le spore
I funghi del genere Aspergillus sono ubiquitari: vivono nel suolo, nella polvere e nel materiale vegetale in decomposizione. Le persone inalano quotidianamente le loro spore, che nella maggior parte dei casi vengono neutralizzate dal sistema immunitario senza causare disturbi.
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La gamma delle manifestazioni polmonari
Dopo l’inalazione, l’impatto sul sistema respiratorio può variare molto: si va dalla semplice presenza del microrganismo nelle vie aeree fino a infezioni che compromettono il tessuto polmonare. Alcune forme provocano infiammazione estesa del polmone con febbre e difficoltà a respirare.
Quando il fungo penetra nei tessuti e nei vasi, si parla di aspergillosi invasiva: una condizione seria che può estendersi oltre i polmoni e richiede interventi tempestivi.
Chi è maggiormente vulnerabile
Il rischio aumenta nettamente in chi ha difese immunitarie indebolite: pazienti sottoposti a chemioterapia, trapiantati o in cura con farmaci che sopprimono il sistema immunitario sono tra i più esposti.
Persone con malattie polmonari croniche o con cavità polmonari pregresse (per esempio esiti di tubercolosi) possono invece sviluppare una forma locale del fungo che evolve in modo diverso rispetto all’infezione invasiva.
L’aspergilloma: quando il fungo forma una massa
In cavità polmonari già presenti il microrganismo può consolidarsi e generare una massa compatta nota come aspergilloma. Questa lesione può rimanere stabile a lungo, ma in alcuni casi causa sanguinamenti respiratori che richiedono attenzione medica.
I sintomi non sono sempre specifici.
I segnali da non sottovalutare
Tra i sintomi più comuni compaiono febbre persistente, tosse che non passa, dolore toracico e respiro affannoso. La presenza di sangue nell’espettorato è un campanello d’allarme.
Nei pazienti immunodepressi, una febbre che non risponde agli antibiotici deve indirizzare il medico a valutare anche un’origine fungina.
Trasmissione e misure di prevenzione
Secondo esperti di microbiologia, l’aspergillosi non si diffonde da persona a persona: l’unico via di esposizione è l’inalazione delle spore ambientali. Per questo motivo il controllo della qualità dell’aria è cruciale, in particolare nei reparti dove si assistono pazienti fragili.

Filtri HEPA, monitoraggi e precauzioni durante lavori di ristrutturazione sono tra gli strumenti utili a ridurre il rischio nosocomiale.
Come si diagnostica e cura
La diagnosi si basa su una combinazione di esami: imaging toracico, esami di laboratorio e la ricerca del fungo o di specifici marcatori biologici in sangue e campioni respiratori. Una valutazione rapida aumenta le chance di risposta positiva alla terapia.
I trattamenti includono farmaci antifungini specifici; quando l’aspergilloma provoca emorragie o non risponde ai farmaci, può essere presa in considerazione la rimozione chirurgica.
Per chi vive con condizioni croniche o segue terapie che indeboliscono le difese, il consiglio è monitorare i sintomi respiratori e rivolgersi presto a uno specialista: l’anticipazione nella diagnosi e nella cura fa la differenza.











