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Molti decidono di mettersi a dieta durante le vacanze, ma gli esperti avvertono che non è quasi mai la scelta migliore: il rientro dalle ferie, quando torna la routine, offre condizioni più favorevoli per raggiungere risultati duraturi. Una psicoterapeuta milanese spiega perché motivazione, stress e supporto sociale pesano tanto quanto il conteggio delle calorie.
Controllare cosa si porta in tavola non è solo questione di cibo: cambia la spesa, i tempi in cucina, le dinamiche familiari e può trasformarsi in un carico emotivo. Per la dottoressa Caterina Bianconi — psicologa, psicoterapeuta e sessuologa — il momento scelto per iniziare un percorso alimentare è determinante quanto il piano nutrizionale stesso.
Perché il timing è importante
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Secondo Bianconi, decidere di dimagrire implica ridisegnare la propria immagine mentale e affrontare convinzioni radicate su sé stessi. Non è solo una questione numerica: spesso la percezione corporea è distorta da pregiudizi interiori che influenzano la tenuta psicologica davanti a una restrizione calorica.
Questo spiega perché periodi di forte instabilità emotiva o di eccessivo stress rendono meno probabile il successo: le scelte alimentari vengono allora guidate da bisogni immediati, dal desiderio di conforto e da meccanismi automatici che sovrastano la volontà.
Estate e feste: quando rimandare
Le vacanze e le festività sono momenti di distensione e socialità, in cui la motivazione a rispettare regole rigide tende a calare. Se l’obiettivo è godersi davvero una pausa, conviene farlo senza sensi di colpa e rimandare l’avvio del percorso a quando la testa è più lucida.
Per esperienza clinica, i periodi più adatti per impostare nuovi obiettivi sono spesso settembre e gennaio: sono stagioni in cui la spinta a ricominciare favorisce la costanza e aumenta la possibilità di ottenere supporto da partner o familiari.
Stress, ormoni e voglie: il nemico silenzioso
Lo stress cronico innalza i livelli di cortisolo e amplifica le voglie verso cibi ricchi di zuccheri e grassi. In più, condizioni come ansia, depressione o eventi di vita importanti (lutti, cambi di lavoro, maternità recente) possono ridurre energia e risorse psicologiche necessarie per seguire un piano alimentare rigoroso.
In questi casi non si tratta di mancanza di forza di volontà, ma di priorità emotive: prima vanno affrontati gli aspetti che drenano energie, poi si può impostare una strategia nutrizionale efficace.
Definire il perché è il primo passo: perdere peso per salute, per sentirsi meglio nella quotidianità o per ragioni esterne? Capire la motivazione aiuta a scegliere obiettivi realistici e sostenibili.
Strategie pratiche che funzionano
La dottoressa Bianconi sottolinea l’importanza della gradualità e di un approccio multidisciplinare. Affiancare un nutrizionista a un terapeuta può aiutare a mettere a fuoco gli ostacoli, ricostruire esperienze passate e trasformare fallimenti precedenti in insegnamenti utili.
Alcuni suggerimenti concreti:
– Prediligere ricette semplici e veloci, compatibili con la vita familiare, per non rendere il piano un impegno insostenibile.
– Evitare dieti troppo punitive: integrare alimenti che piacciono aumenta la probabilità di adesione.
– Scegliere un’attività fisica che piaccia davvero; la regolarità nasce dal piacere, non dall’obbligo (meglio Pilates una volta alla settimana che corsa odiata ogni mattina).
Inoltre, stabilire sotto-obiettivi misurabili e realistici consente di verificare i progressi senza puntare subito al traguardo finale. Piccoli successi sono fondamentali per mantenere la motivazione nel tempo.
Quando è meglio aspettare
Se si attraversano periodi di forte sofferenza psicologica, lutti o cambiamenti importanti, è sensato rimandare l’inizio di un percorso dimagrante. La dieta richiede risorse mentali: è meglio cominciare quando si è emotivamente più stabili, rilassati e supportati.
Al rientro dalle ferie, con la routine ripristinata e, spesso, con una rinnovata energia, si hanno condizioni più favorevoli per impostare abitudini sostenibili che durino oltre il breve termine.
In sintesi: non c’è una sola dieta vincente, ma un momento giusto per iniziare e una modalità che tenga conto della salute mentale oltre che dei numeri sulla bilancia. Programmare, farsi aiutare da professionisti e procedere per tappe sono le carte migliori per aumentare le probabilità di successo.












