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Un bacino poco mobile non è soltanto un fastidio: altera equilibrio, passo e performance atletica. Con sempre più persone sedentarie e sport che richiedono esplosività, capire come sciogliere l’area dell’anca è diventato cruciale per corridori, praticanti di Pilates e chiunque voglia muoversi meglio ogni giorno.
«La capacità di movimento dell’articolazione coxofemorale e l’elasticità dei muscoli attorno al bacino influiscono su quasi tutti i gesti quotidiani e sportivi», spiega Laura Congestri, insegnante di Navakaraṇa Vinyāsa e titolare del Laya Studio di Roma. Secondo la sua esperienza, lavorare sulle anche riduce il rischio di compensi dolorosi e migliora qualità del movimento.
Perché conviene intervenire subito
Non si tratta solo di prestazioni atletiche: anche una camminata più fluida o una maggiore stabilità nel semplice restare in piedi derivano dalla mobilità del bacino. La rigidità infatti provoca sovraccarichi su lombare, ginocchia e caviglie, con ricadute su dolore e infortuni.
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- Migliora l’efficienza del passo — Una buona apertura dell’anca consente range di movimento più ampio nella falcata, riducendo fatica e appoggi errati.
- Previene compensi e dolori — Limitazioni dell’anca costringono altre articolazioni a lavorare di più, aumentando il rischio di sovraccarico.
- Aumenta stabilità e equilibrio — Un bacino mobile aiuta a gestire spostamenti di peso e cambi di direzione, utili nello sport e nella vita quotidiana.
- Favorisce prestazioni esplosive — Per chi corre, salta o pratica discipline funzionali, l’ampiezza di movimento è parte integrante della potenza.
5 posizioni yoga suggerite per aprire le anche
Congestri propone una sequenza accessibile: ciascuna posizione va mantenuta con respiro lungo e senza forzare. Ecco le proposte principali, con un breve suggerimento pratico per eseguirle.

- Posizione del piccione (variante semplice) — apre profondamente il gluteo e l’esterno dell’anca; mantieni il busto eretto fino a sentire un rilassamento graduale.
- Farfalla (Baddha Konasana) — seduti, pianta i piedi insieme e lascia cadere le ginocchia; utile per mobilizzare l’inguine e migliorare l’elasticità interna della coscia.
- Affondo basso (Anjaneyasana) — allunga psoas e quadricipite anteriore, contrastando la rigidità da postura prolungata.
- Lucertola (Utthan Pristhasana) — posizione utile per aprire la zona anteriore e laterale dell’anca; prova con i gomiti a terra per aumentare la profondità.
- Posizione della rana (variante dolce) — un’apertura intensa dell’inguine; avvicina progressivamente le ginocchia solo fino a dove non compare dolore.
Per chi è alle prime armi, è consigliabile tenere ogni posizione dai 30 ai 90 secondi, ripetendo la sequenza 3–4 volte a settimana. La progressione deve essere graduale: meglio sessioni brevi e regolari che metterti subito in tensione per lunghi periodi.
Precauzioni e consigli pratici
Se avverti dolore acuto o sensazioni nervose (formicolio, scarica elettrica), interrompi e valuta una visita fisioterapica. Gli esercizi di mobilità vanno calibrati sull’età, sulle eventuali lesioni pregresse e sull’obiettivo (prevenzione, recupero o performance).
Integrare mobilità e forza è la chiave: lavorare solo sull’allungamento senza rinforzare i muscoli che stabilizzano il bacino può portare a instabilità. Per questo Congestri suggerisce di abbinare alle posizioni di apertura esercizi di controllo del core e di attivazione glutea.
In sintesi: dedicare pochi minuti al giorno a sbloccare il bacino paga subito in termini di movimento più efficiente, meno dolore e migliore controllo del corpo. Non serve una pratica estrema, ma costanza e attenzione alle sensazioni.











