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Con la fine dell’estate torna anche il periodo in cui aumentano i contagi da virus respiratori stagionali e riparte la campagna vaccinale: secondo la circolare del ministero della Salute per la stagione 2026-2027 le somministrazioni dovrebbero iniziare «a partire dall’inizio di ottobre». È un appuntamento sanitario importante: l’influenza continua a provocare milioni di casi in Europa e mette a rischio soprattutto anziani, bambini e persone fragili.
Quando si prevede l’ondata influenzale
In Italia l’attività dei virus influenzali parte in autunno e tende a raggiungere il suo massimo durante l’inverno. L’ultima stagione ha visto il picco epidemiologico nella settimana del 15-21 dicembre 2025, con circa 17,6 casi per mille assistiti, una soglia che ha contribuito a fissare la partenza della campagna vaccinale all’inizio di ottobre (40ª settimana).
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Nel complesso, le stime europee indicano che ogni anno l’influenza può causare tra i 4 e i 50 milioni di casi sintomatici, colpendo dal 10 al 30% della popolazione e determinando centinaia di migliaia di ricoveri; il tasso di mortalità stimato è di circa 13,8 decessi ogni 100.000 persone.
Le principali novità per la stagione 2026-2027
L’Agenzia europea per i medicinali (EMA) ha aggiornato e autorizzato le formulazioni per la nuova stagione, includendo aggiornamenti per i vaccini anti-Covid e per preparati combinati influenza-Covid. In Italia, la programmazione è stata curata con il contributo dell’Istituto Superiore di Sanità e delle Regioni, che hanno indicato anche le categorie prioritarie e alcune modifiche alle raccomandazioni.
Tra i cambiamenti più rilevanti c’è lo spostamento dell’età di raccomandazione per i vaccini potenziati: ora la soglia scende a 60 anni, ampliando la platea degli anziani invitati a vaccinarsi con preparati ad alta immunogenicità.
Obiettivi di copertura
Le autorità fissano un punto minimo da raggiungere: per gli over 65 l’obiettivo minimo è il 75% di copertura, con una quota ideale del 95%. Al termine della scorsa stagione, a marzo 2026, la percentuale osservata si attestava intorno al 50% nella stessa fascia d’età, e l’intento è incrementare questi livelli.
Chi deve ricevere il vaccino
La campagna si rivolge principalmente a gruppi considerati più vulnerabili o rilevanti nella catena di trasmissione: bambini tra i 6 mesi e i 6 anni, persone di età pari o superiore ai 60 anni, donne in gravidanza, operatori sanitari e individui con patologie croniche che aumentano il rischio di complicanze.

Le autorità sottolineano l’importanza di rafforzare la copertura vaccinale nella fascia infantile, poiché i più piccoli che frequentano asili nido e scuole dell’infanzia svolgono un ruolo centrale nella diffusione precoce dell’influenza.
Dosaggi e modalità di somministrazione
Per la maggior parte delle persone è prevista una sola dose di vaccino antinfluenzale. Eccezione: i bambini sotto i 9 anni che non sono mai stati vaccinati prima devono ricevere due dosi, somministrate con un intervallo minimo di quattro settimane tra la prima e la seconda. I bambini già vaccinati in stagioni precedenti riceveranno invece una singola dose.
Per i più piccoli è disponibile anche la formulazione spray per via nasale, quando indicata dal medico.
Vaccini potenziati e co-somministrazione
Per gli adulti sopra i 60 anni si raccomandano i cosiddetti vaccini potenziati, progettati per offrire una migliore protezione contro forme gravi della malattia. Dopo aver coperto le categorie prioritarie, la vaccinazione può essere offerta gratuitamente anche a chi ne faccia richiesta.
La circolare chiarisce inoltre che è possibile la co-somministrazione con altri vaccini raccomandati, incluse le vaccinazioni anti-pneumococcica, anti-Herpes Zoster e la dose dTpa (difterite-tetano-pertosse), oltre alla possibilità di somministrare contemporaneamente il vaccino antinfluenzale e il vaccino anti-Covid in sedi e siringhe diverse.
Come si trasmette il virus e come proteggersi
Il periodo di incubazione dell’influenza è in genere di circa due giorni, con un intervallo che può variare da uno a quattro giorni. Una persona infetta può essere contagiosa già il giorno prima della comparsa dei sintomi e rimanere capace di trasmettere il virus per circa 5-7 giorni dopo l’esordio; nei bambini e nelle persone immunodepresse la contagiosità può protrarsi oltre tale arco temporale.
Accanto alla vaccinazione, le misure preventive consigliate restano elementari ma efficaci: lavare spesso le mani, mantenere una corretta igiene respiratoria, restare a casa in caso di sintomi e limitare i contatti ravvicinati con chi è malato. Evitare di toccarsi occhi, naso e bocca riduce ulteriormente il rischio di contagio.
In vista dell’avvio della campagna è utile rivolgersi al medico di base o ai servizi vaccinali della propria regione per informazioni su disponibilità, sedi e calendario delle somministrazioni.












