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Un uomo di 85 anni è morto al Policlinico San Matteo di Pavia dopo un’infezione da West Nile, mentre una turista torinese è stata ricoverata nel Barese per sintomi sospetti collegati allo stesso virus. L’allerta arriva nel pieno della stagione estiva: le autorità sanitarie seguono i casi per limitare la diffusione e proteggere le fasce più vulnerabili.
Il caso di Pavia e la situazione nel Barese
Il decesso dell’anziano, avvenuto nei giorni scorsi, è stato segnalato dall’ospedale pavese: secondo quanto comunicato, l’85enne aveva sviluppato una condizione severa in seguito all’infezione. Non sono stati resi pubblici ulteriori dettagli personali, ma i clinici sottolineano che l’età avanzata è un fattore di rischio per le forme gravi.
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Parallelamente, nel territorio della provincia di Bari una turista proveniente da Torino è stata ricoverata con sintomi compatibili con il virus e sottoposta ad accertamenti. Le autorità sanitarie locali stanno monitorando il suo quadro clinico e le eventuali catene di contagio, mentre la diagnosi finale è in fase di conferma.
Cosa significa il virus West Nile
West Nile è un arbovirus trasmesso principalmente da zanzare che si nutrono di uccelli infetti; l’uomo è un ospite accidentale. Nella maggior parte dei casi l’infezione è asintomatica o causa una sindrome simil-influenzale: febbre, mal di testa, dolori muscolari. Tuttavia, una piccola percentuale di pazienti può sviluppare forme neuroinvasive, come meningite o encefalite, più frequenti tra gli anziani o le persone con altre patologie.

Perché la notizia è rilevante oggi
La segnalazione di casi gravi in regioni diverse sottolinea che la circolazione del virus rimane un rischio concreto durante i mesi caldi, quando l’attività delle zanzare aumenta. Questo ha implicazioni immediate per la salute pubblica: oltre alla gestione clinica dei singoli pazienti, è essenziale l’attività di sorveglianza entomologica e la prevenzione locale per limitare nuovi contagi.

In passato, le autorità sanitarie italiane hanno più volte raccomandato misure di controllo ambientale e la vigilanza sui donatori di sangue nelle aree interessate: azioni che riducono il rischio collettivo e tutelano i servizi essenziali.
Consigli pratici e segnali d’allarme
Per ridurre il rischio individuale, le raccomandazioni restano semplici e pratiche. Evitare le punture di zanzara è la misura più efficace: usare repellenti approvati, indossare abiti che coprano braccia e gambe nelle ore di maggiore attività degli insetti e provvedere a reti e zanzariere alle finestre.
Eliminare i ristagni d’acqua attorno alle abitazioni — contenitori, sottovasi, pozze — aiuta a limitare la riproduzione delle zanzare. Chi viaggia in aree dove il virus circola dovrebbe adottare le stesse precauzioni.
È importante rivolgersi al medico se, nelle settimane successive a una puntura di zanzara, compaiono febbre persistente, forte mal di testa, rigidità del collo, confusione o difficoltà motorie: si tratta dei segnali che richiedono un’attenzione immediata.
Le autorità sanitarie regionali hanno attivato i consueti protocolli di sorveglianza. Seguire gli aggiornamenti locali e le indicazioni dei servizi sanitari resta fondamentale per avere informazioni ufficiali e tempestive sui casi in corso.
Notizia aggiornata al 22 agosto.












