Passi quotidiani decisivi per non riprendere i chili persi: nuovo studio

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Un’analisi recente suggerisce che mantenere un’abitudine quotidiana di camminare può ridurre il rischio di recuperare i chili persi dopo una dieta: è una notizia rilevante per chi teme l’effetto «yo-yo» del peso. Lo studio mette a confronto livelli di attività e risultati di mantenimento in migliaia di adulti sovrappeso o obesi, indicando numeri concreti e strategie semplici da applicare subito.

Che cosa hanno fatto i ricercatori

Ricercatori italiani e libanesi, guidati da Marwan El Ghoch dell’Università di Modena e Reggio Emilia, hanno presentato i risultati all’European Congress on Obesity (ECO 2026) e pubblicato sull’International Journal of Environmental Research and Public Health. Il lavoro è una sintesi di 14 studi condotti su persone con sovrappeso o obesità che hanno seguito programmi alimentari strutturati composti da una fase di perdita di peso (in media intorno agli 8 mesi) e una fase di mantenimento (circa 10 mesi).

In ciascun progetto i partecipanti avevano il numero di passi giornalieri rilevato in tre momenti: all’inizio, al termine della dieta e al termine del mantenimento. Lo scopo era verificare se l’attività quotidiana potesse influire sulla stabilità del peso nel tempo.

I risultati principali

I dati hanno messo in luce due gruppi distinti: un gruppo che seguiva le indicazioni dietetiche e attive modifiche dello stile di vita, e un gruppo di controllo. Complessivamente, ogni gruppo era costituito da circa 2.000 persone.

All’inizio dello studio i livelli di attività erano simili tra i gruppi, intorno ai 7 mila passi al giorno. Chi ha applicato il programma dietetico ha poi aumentato l’attività: il passo medio giornaliero è salito fino a circa 8.500 passi al termine della fase di dimagrimento, per stabilizzarsi attorno agli 8.200 passi durante il mantenimento.

Parallelamente, il gruppo attivo ha registrato una perdita di peso media pari al 4,39% del peso corporeo (circa 4 kg), e alla fine del periodo di mantenimento gli aderenti avevano conservato la maggior parte della perdita, restando entro circa 3 kg dal peso ottenuto. Il gruppo di controllo non ha mostrato variazioni significative né nei passi né nella massa corporea.

Perché questo conta oggi

Molte persone che riescono a dimagrire finiscono per riprendere peso entro pochi anni: secondo gli autori, circa quattro su cinque riacquistano tutto o parte del peso perso entro 3-5 anni. Il fenomeno riguarda anche chi sospende i farmaci per la perdita di peso come gli agonisti del recettore GLP‑1. Identificare strategie semplici, economiche e sostenibili per il mantenimento del peso ha quindi implicazioni cliniche e di salute pubblica rilevanti.

Gli autori spiegano due meccanismi plausibili: dopo una dieta il corpo abbassa il dispendio energetico, cioè il metabolismo rallenta, e aumentare il movimento quotidiano può compensare in parte questa riduzione. Inoltre, chi continua a essere attivo tende più facilmente a consolidare uno stile di vita sano, modificando anche le abitudini alimentari nel lungo periodo.

Fase Passi medi giornalieri Variazione di peso media
Inizio studio ~7.200–7.300 —
Fine dimagrimento ~8.500 (gruppo attivo) −4,39% (circa −4 kg)
Fine mantenimento ~8.200 (gruppo attivo) Perdita sostanzialmente mantenuta (entro ~3 kg)

Come tradurre i numeri in abitudini pratiche

Non serve diventare atleti: piccoli aggiustamenti nella routine quotidiana possono far salire il contatore dei passi senza richiedere allenamenti lunghi o costosi. Ecco alcune strategie semplici che gli autori e gli esperti suggeriscono:

  • Parcheggiare più lontano dall’ingresso per guadagnare qualche centinaio di passi ogni volta.
  • Scendere dall’autobus una fermata prima o fare a piedi il tratto finale.
  • Scegliere le scale invece dell’ascensore quando possibile.
  • Trasformare le telefonate in brevi camminate: anche 5 minuti ogni ora accumulano passi utili.
  • Programmare brevi pause attive durante il lavoro: 5 minuti di cammino ogni ora possono sommarsi a migliaia di passi in una giornata.

Per chi punta a numeri più elevati, superare gli 8.500 passi quotidiani è una buona soglia; tuttavia l’obiettivo principale resta la sostenibilità: meglio aumentare gradualmente l’attività e mantenerla nel tempo.

Lo studio non pretende di stabilire una regola universale: occorrono ulteriori ricerche per definire soglie personalizzate in funzione di età, condizioni cliniche e approcci farmacologici. Rimane però un messaggio pratico e immediatamente applicabile: integrare più movimento nelle abitudini quotidiane sembra aiutare a consolidare la perdita di peso e a contrastare l’effetto yo‑yo.

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