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La morte di un sedicenne dopo aver mangiato un gelato riporta l’attenzione su un rischio spesso sottovalutato: non tutte le reazioni al cibo sono uguali. A spiegare perché alcune risposte immunitarie possono essere letali è Gian Luigi Marseglia, presidente della Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica e docente all’Università di Pavia.
Allergia e intolleranza: non sono la stessa cosa
Secondo Marseglia, è fondamentale distinguere tra due condizioni che vengono spesso confuse: da un lato l’allergia alimentare, dall’altro l’intolleranza, come quella al lattosio. La prima è una reazione del sistema immunitario a una proteina dell’alimento; la seconda deriva dalla carenza di un enzima e interessa in genere solo l’apparato digerente.
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Questo discrimine ha conseguenze pratiche immediate: mentre l’intolleranza causa disturbi fastidiosi ma raramente pericolosi, l’allergia può provocare reazioni generalizzate e, in casi estremi, l’anafilassi.
Sintomi: cosa osservare
I segnali di una reazione allergica variano molto. Spesso si tratta di manifestazioni cutanee o di problemi gastrointestinali, ma in alcuni pazienti compaiono difficoltà respiratorie che richiedono attenzione immediata.
Nei casi più gravi l’organo colpito è l’intero organismo: la pressione può crollare e la funzione respiratoria e cardiaca venire compromessa, quindi l’intervento tempestivo è vitale.
| Caratteristica | Allergia alimentare | Intolleranza al lattosio |
|---|---|---|
| Meccanismo | Risposta immunitaria a proteine | Mancanza dell’enzima lattasi |
| Sintomi tipici | Prurito, eruzioni, vomito, difficoltà respiratorie | Gonfiore, meteorismo, feci molli |
| Rischio di morte | Sì, in caso di anafilassi | No, sintomi generalmente non letali |
| Prevenzione | Evitarne l’assunzione; attenzione alle tracce/contaminazioni | Limitare o eliminare il lattosio nella dieta |
Come ridurre il rischio
La prevenzione passa prima di tutto dalla conoscenza: chi è allergico deve evitare il cibo responsabile e viene spesso sufficiente anche una piccola traccia per scatenare la reazione, per esempio per contaminazione crociata durante la preparazione o la somministrazione di un alimento.
- Informare scuole, ristoranti e chi prepara il cibo sulle allergie note.
- Controllare sempre etichette e modalità di manipolazione degli alimenti.
- Formare il personale dei locali pubblici sulle procedure di prevenzione.
Per questo motivo la Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica ha avviato una campagna di sensibilizzazione rivolta in particolare a scuole e settore della ristorazione: l’obiettivo è ridurre gli errori operativi che possono trasformare una reazione gestibile in una crisi grave.
Emergenza: cosa fare in caso di anafilassi
Marseglia ricorda che chi soffre di allergia alimentare deve portare sempre con sé l’adrenalina autoiniettabile, lo strumento che può salvare la vita se compaiono segni di grave compromissione respiratoria, gonfiore importante del volto o della gola, prurito diffuso o calo della pressione.
Uso e punti chiave:
- Somministrare l’adrenalina non appena compaiono sintomi gravi.
- Chiamare i servizi di emergenza anche dopo l’iniezione.
- Segnalare sempre l’allergia al personale sanitario e scolastico.
Nel valutare il rischio individuale è importante affidarsi a specialisti e aggiornare periodicamente il piano di emergenza: la medicina offre strumenti efficaci, ma la loro efficacia dipende anche dalla corretta informazione e prontezza d’azione.
La differenza tra un episodio banale e uno potenzialmente letale spesso sta nella conoscenza e nell’organizzazione: per gli esperti, investire in formazione e protocolli operativi è la leva più immediata per prevenire altre tragedie.












