Nutrizionista spiega un trucco che aiuta a vincere la fame

Stress, isolamento, frustrazioni: la pandemia del Coronavirus ha fatto lievitare oltre dal 70 al 40% delle persone solo negli Stati Uniti secondo le diverse stime, mentre in Italia siamo arrivati al 44% secondo una stima Coldiretti.

Quasi la metà delle persone ha avuto problemi di peso in eccesso, ingrassando tra restrizioni, smart-working, preoccupazioni per sé e per i propri famigliari. Il primo problema è la fame nervosa, che porta a mangiare troppo e anche a cucinare pietanze casalinghe ma ricche di calorie, in un tentativo di usare il comfort food per ridurre il carico psicologico della pandemia.

Ma una nutrizionista oggi spiega un trucco che aiuta a vincere la fame. Una semplice mossa che, secondo la dottoressa Nmami Agarwals, modifica la maniera in cui il cervello recepisce le nostre intenzioni, migliorando la nostra risposta di fronte al cibo e aiutandoci a vincere le tentazioni.

NUTRIZIONISTA SPIEGA UN TRUCCO CHE AIUTA A VINCERE LA FAME
sos fame

Per capire come funziona il trucco, pensiamo a questo scenario. Siamo di fronte a un cibo che ci piace, un pacco di biscotti, un dolce, un pacco di patatine. Proviamo a immaginare cosa ci diciamo in genere per dissuaderci dal mangiare. Può anche essere a pranzo o a cena, quando è avanzato qualcosa o vorremmo concederci quella fetta di mozzarella o di salame in più.
Ecco, ora che abbiamo visualizzato questa situazione tipo, alzi la mano chi di noi a quel punto dice a se stesso: non posso mangiarlo o non devo mangiarlo.

Bene. Secondo la nutrizionista, quel non posso mangiarlo o non devo mangiarlo fa scattare una specie di senso di ribellione che parte dal cervello, in risposta a uno stato di stress che si genera di fronte al non potere fare qualcosa che in realtà noi vogliamo fare, e cioè mangiare. Questo causa l’impulso opposto, è come se dentro di noi si azionasse una molla. All’espressione “non posso” o “non devo”  il cervello, per superare lo stress che ci genera questa frustrazione, ci spinge proprio nella direzione opposta a quella che vorremmo. E’ come se una voce dentro di noi ci dicesse: Perché non puoi? Perché non devi? Mangia e non ci pensare!

Fate caso a quante volte, di fronte a una tentazione alimentare, vi dite “non posso mangiarla”. Se ci pensate, vi accade e vi sarà accaduto tantissime volte. E sappiamo bene come è andata a finire.

La soluzione secondo la nutrizionista c’è. Occorre prendere l’abitudine di dire a se stessi una cosa diversa anche se in apparenza simile. Ovvero dirsi: io non la mangio.

Perché parlarsi diversamente aiuta a vincere la fame
stop alla fame nervosa

Le parole che scegliamo di dire a noi stessi di fronte a una scelta possono prendere due direzioni che modificano la risposta del cervello. Se io dico non posso o non devo, non sto prendendo una decisione, sto solo dicendo che in teoria non dovrei farlo, ma in pratica sono sul bilico. Al contrario, se io dico “Non lo mangio”, dico a me stesso che la decisione è già presa, eliminando lo stress dell’incertezza.
Al tempo stesso, dire “Non lo mangio” rafforza il senso di controllo e potere e accresce la mia responsabilità sulla scelta alimentare: sono stato in grado di prendere già una decisione, il cervello segue solo.
Il risultato è che sarà molto più facile limitarsi a tavola, dicendosi già di non mangiare anziché dirsi di non potere o non dovere mangiare.

Il senso di controllo è una tendenza ad agire
fame nervosa

Una cosa che nella psicologia alimentare è molto importante e addirittura è un discrimine tra chi riesce a dimagrire e mantenere il proprio peso e chi fallisce ogni volta si chiama LoC. Una parola che è l’acronimo di Locus of Control. Chi ha un LoC esterno, rientra tra quelle persone che pur mettendosi a dieta non raggiungono mai i propri obiettivi semplicemente perché non hanno il controllo delle proprie azioni, non se ne assumono la responsabilità.

Un esempio di LoC esterno è nelle frasi: vorrei dimagrire; dovrei dimagrire; il dottore ha detto che devo dimagrire; forse dovrei mettermi a dieta. Ma anche nel ricorso a giustificazioni, non importa se reali o presunte: ho poco tempo per dimagrire, non ho voglia di cucinare diversamente, voglio dimagrire senza cambiare abitudini, ho dei figli, da domani dieta, eccetera.

In tutte queste situazioni che vi ho descritto, è come se non ci stessimo assumendo la responsabilità delle nostre azioni. Dov’è l’Io in queste frasi? Non abbiamo scelto nulla, e il risultato è che non facciamo nulla, perché il cervello, di fronte a tali incertezze, è abilissimo a dissuaderci ulteriormente.

Chi ha un LoC interno, invece ha già preso una decisione.
Non lo mangio, sto a dieta, faccio attività fisica, mangio meno, eccetera. Sono tutte espressioni di azione.

Questo genere di espressioni sono facilmente recepite dal cervello. Il nostro cervello tende all’azione di fronte a tantissime cose.  Persino quando siamo tristi o ridiamo stiamo esprimendo una tendenza all’azione, perché stiamo comunicando qualcosa. Allo stesso modo, il cervello recepisce meglio e si organizza per farci rispettare degli stati decisionali.

Ma dobbiamo metterlo di fronte a delle decisioni, non a dei “vorrei ma non posso”. Dobbiamo dirgli: è così e basta.
Questo non lo mangio, punto.
E immediatamente vedremo che sarà molto più facile dire di no a una voglia alimentare.

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