Scoperto nuovo farmaco per dimagrire oltre 20 kg

Un nuovo farmaco per dimagrire, attualmente all’ultima fase della sperimentazione clinica, sembra dare risultati più che promettenti, quasi incredibili.

Scoperto nuovo farmaco per dimagrire oltre 20 kg

Si tratta del tirzepatide, un farmaco di nuova generazione capace di mimare l’azione combinata di due ormoni che sopprimono la fame (azione doppio agonista). Ovvero il GLP-1 o glucagone-like peptide 1, che stimola la produzione di insulina dopo i pasti, e il GIP  o peptide inibitorio gastrico, finora poco studiato. Quest’ultimo riduce l’acidità e favorisce l’azione saziante dell’insulina.
Il risultato è minore fame e maggiore dispendio energetico, riduzione del tessuto adiposo bianco.

La terza fase del trial, 72 settimane di sperimentazione finora riportate, ha coinvolto un campione di 2500 soggetti di oltre 100 chili di peso, reclutati da nove Paesi diversi.

Perché il tirzepatide è paragonato alla chirurgia bariatrica.

Gli scienziati a capo della ricerca hanno paragonato questo nuovo farmaco per dimagrire alla chirurgia bariatrica.

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I motivi sono due: il suo meccanismo di azione e il fatto che in un anno e mezzo i 2500 partecipanti hanno perso senza sforzo 24 chili. Si tratta effettivamente di un record. Significa che il farmaco da solo fa perdere quasi un chilo e 400 grammi al mese. Ovvero oltre il 22% del peso corporeo, in 72 settimane complessive.

Tali risultati sono stati resi pubblici dall’azienda farmaceutica Lilly: la sua équipe di scienziati ha messo a punto il tirzepatide e pubblicato i dati a fine aprile 2022.

Sebbene i risultati siano sempre modesti, se paragonati a una dieta dimagrante personalizzata, bisogna considerare che sono l’esito della sola somministrazione del farmaco ad alte dosi.
E che tutti i soggetti coinvolti hanno perso peso.

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L’effetto del nuovo farmaco dimagrante è infatti principalmente sull’appetito. Chi lo assume è come se avesse lo stomaco ridotto. Dunque il dimagrimento è il risultato del fatto che non si riesce a mangiare molto.

Effetti collaterali risolvibili se preso per gradi

A differenza della chirurgia bariatrica, inoltre, si tratta di un farmaco, che si può iniziare a piccole dosi per minimizzare gli effetti collaterali (intestinali: nausea, coliche, vomito) finché l’organismo non si abitua all’assunzione.
Può poi essere aumentato per avere il massimo dimagrimento e infine ridotto o sospeso per brevi periodi in fase di mantenimento.

Sarà quindi necessaria non solo la prescrizione medica, ma anche il controllo del medico sul paziente.
Infatti, il farmaco si presenta in forma di medicinale iniettabile, da somministrare una volta a settimana.
Ma in definitiva sembra il farmaco più promettente contro l’obesità e si spera di averlo presto in commercio.

Non solo, la Lilly ha appena annunciato di volere continuare la sperimentazione per altre 100 settimane: l’obiettivo è quello di capire se il tirzepatide può essere efficace anche nei pazienti con diabete di tipo 2 e con  steatosi epatica non alcolica.
Anche qui i risultati raggiunti dagli altri trial sono incoraggianti, a iniziare dalla riduzione dell’emoglobina glicata.

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