L’indice di palatabilità: la strategia che ci rende grassi

PALATABILITA’ DEI CIBI INDUSTRIALI E CONSUMO INCONSAPEVOLE DI CALORIE EXTRA

Questo esperimento che riguarda i distributori automatici l’ho letto per la prima volta in un webinar dello scienziato Stephan Guyenet.
Qui un suo articolo in inglese dove illustra lo stesso studio. 
In sintesi: esiste una serie di studi degli anni Novanta, raccolta sotto un lavoro dal titolo “Spontaneous Overfeeding with a ‘Cafeteria Diet’ in Men: Effects on 24-hour Energy Expenditure and Substrate Oxidation”, in cui l’autore, lo scienziato E. Ravussin, ha cercato di mettere a punto un sistema che misurasse l’assunzione di cibo in soggetti che vivevano normalmente, senza esperimenti di laboratorio e senza indicazioni specifiche. Per fare questo il ricercatore ha scelto dieci uomini in salute e magri (lean) e ha detto loro di potersi liberamente servire da dei distributori automatici per mangiare. I distributori presentavano una serie di cibi tra cibi industriali e piatti preparati: dalle ciambelle ai muffin, fino a molti snack dolci e salati. Non mancavano le alternative salutari: mele, latte scremato, uova strapazzate, singole confezioni di condimenti, succhi senza zucchero.

Le persone scelte potevano servirsi liberamente del cibo per sette giorni. Cosa è successo? Sono tutte ingrassate.
(SEGUE A PAGINA TRE)

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