Grasso bruno per dimagrire

grassobrunobatdietalampofacileAvevo già deciso di parlarvene da un po’, del grasso bruno. Vi chiederete cosa sia, e perché, nella lotta ai chili di troppo e al dimagrimento, dobbiamo stare a fare delle distinzioni sul grasso che vorremmo tanto perdere. Invece dobbiamo farle. Dovete sapere che nel vostro corpo esistono due tipi di grasso e che soltanto uno è il grasso da eliminare, la vera ciccia, l’adipe come lo conosciamo noi: è il grasso bianco, il grasso che si accumula sulle viscere, dunque sulla pancia, oppure su cosce e fianchi. C’è poi il grasso bruno, chiamato così per via di una sua pigmentazione particolare (un rosa scuro dovuto ai mitocondri): è il grasso che abbiamo di più quando siamo bambini, e che attiva il metabolismo facendoci bruciare di più, di fronte a determinate condizioni. Ad esempio da bambini e da neonati ne abbiamo di più perché non siamo ancora in grado di regolare autonomamente la nostra temperatura corporea, e le energie fino a una certa età vengono spese più facilmente proprio grazie alle maggiori riserve di grasso bruno. I bambini non hanno insomma lo stesso metabolismo adulto anche per la maggiore riserva di grasso bruno e la necessità di dover regolare meglio la temperatura basale. Negli adulti il discorso si complica: siamo ormai bravi a difenderci da noi, il grasso bruno si riduce fino a essere prevalente solo in alcune zone (dietro il collo, per esempio), e si attiva, spingendoci a bruciare di più, solo in determinate circostanze.
Ma non finisce qui: anche da adulti, chi è magro ha più grasso bruno, chi è grasso ne ha di meno. Aumentando il grasso bruno si smaltisce il grasso “cattivo”.
In quelle circostanze il nostro metabolismo basale aumenta e noi “produciamo” caldo. Ad esempio se abbiamo drasticamente abbassato la nostra temperatura corporea, esponendoci in modo prolungato al freddo: il grasso bruno si “accende” e stimola la termogenesi, spingendo il corpo a bruciare di più per mantenere la temperatura corporea. E cosa brucia il corpo?
Non brucia calorie, brucia proprio grassi.
Insomma: il grasso bruno è nostro amico. Lui è buono, e quando ci “accaloriamo” grazie al grasso bruno andiamo a smaltire direttamente le riserve di grasso bianco. Lui è quello che ci farebbe perdere peso. Lui è quello che attivandosi permette al corpo di bruciare di colpo di più. Questo però non vuol dire vivere in una cella frigorifera o ammalarsi di broncopolmonite.
Il grosso problema è che poco si sa di come funziona il grasso bruno in generale. Si sa per esempio che il normale grasso bianco si può convertire in grasso bruno, che il grasso bruno per quanto minore in età adulta, non sia stereotipato e fisso, ma dinamico. Più abbiamo grasso bruno più siamo magri. Come ottenere questa cosa è ancora un mistero.
Secondo una nuova ricerca, ci sono condizioni che permettono di stimolare il grasso bruno per aumentare il metabolismo basale e non parlo di girare nudi : ad esempio il digiuno sarebbe controindicato, secondo una ricerca pubblicata su Cell. Quando abbiamo fame, impediamo al grasso bianco di potersi convertire in bruno e “minacciamo” anche le nostre scorte di grasso bruno. Chiaramente, se abbiamo i crampi della fame sarà molto difficile che il corpo ceda facilmente le sue riserve di adipe. Questo confermerebbe la vecchia idea per cui bisognerebbe mangiare più di frequente per attivare il metabolismo. Ma non cantiamo vittoria. Infatti, sempre i ricercatori dicono che perché si bruci di più, è importante mangiare quando si ha vera fame, e non per capriccio. Ogni volta che abbiamo fame dovremmo mangiare per sviluppare il grasso bruno, ma senza mangiare ogni volta che abbiamo semplicemente voglia di qualcosa.

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