Dieta META della dott.ssa Germani: come funziona la dieta di Noemi

DIETA META: IL MENU DI UNA GIORNATA TIPO

Colazione dolce o salata

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Dolce con una fetta di pane tostato, burro un cucchiaino o marmellata un cucchiaino.

In alternativa al pane e marmellata, un pancake da fare con 50 grammi di farina integrale o di grano saraceno o avena, un uovo e una punta di cucchiaino di lievito, un pizzico di sale e una punta di zucchero. Mischiate tutto in una ciotola aggiungendo da ultimo il lievito, cuocete i pancake in padella, mangiatene uno con poca frutta a pezzi.

Qualche mandorla o noce a fine colazione.
A scelta, un bicchiere di latte, uno yogurt magro o un bicchiere di latte vegetale.

In alternativa salata con una centrifuga o un succo senza zuccheri aggiunti o una spremuta, una o due fette di pane tostato, un uovo o della bresaola o del prosciutto crudo, tre o quattro mandorle.

Spuntino

A seconda delle esigenze, può essere un frutto di stagione o uno yogurt o una centrifuga o 30 grammi di parmigiano o di prodotto da forno tipo crackers o una barretta tipo frutta e fibre.
Tutto dipende se si è in casa o fuori.

Pranzo
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La dottoressa consiglia un piatto unico, che combina carboidrati e proteine: esempi di piatto unico sono polpo e patate o piadina con affettato magro e pomodori o verdure ripiene con macinato di tacchino e cous cous o una semplice pasta con le vongole o con i legumi.

Oppure un’ insalata mista con un cucchiaino di semi, uno di olio, da abbinare a un uovo o del formaggio magro.

Per chi pranza fuori: un toast semplice e una centrifuga oppure un vasetto di yogurt o fiocchi di latte, qualche mandorla e un pacchetto di cracker o un frutto.

A seconda delle esigenze, il team della dottoressa fornisce una serie di opzioni.

Merenda. A tre ore circa dal pranzo

5-6 crackers all’acqua con poco formaggio spalmabile e dei finocchi. In alternativa, qualche galletta o crackers con poca marmellata.

Cena

Si può optare per un primo piatto e un contorno di verdura per chi ha mangiato fuori, o un piatto con delle proteine come carne o pesce per chi a pranzo ha mangiato il primo, con del pane in accompagnamento e della verdura.

La cena varia insomma a seconda della scelta del pranzo.

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(Dopocena: possibile, se si ha fame, con del cioccolato o altro (per esempio frutta secca o parmigiano), rivedendo in caso la cena).

DIETA META: IL PARERE DI DCOMEDIETA

Ho scritto in passato molto sulla dieta genetica, sui test del DNA e su quello che al momento questi test possono fare per permetterci di dimagrire. Brevemente: molto poco o nulla.

E’ trendy parlare di genoma, di alimentazione funzionale ai propri geni, ma in sostanza le cose sono rimaste a quando il celebre Richard Lewontin si lamentava di quanti erano convinti che tutto si potesse spiegare con il DNA.

Il DNA si è poi scoperto, non spiega molte, troppe cose, di noi.

  • Una voce per esempio molto importante è quella dell’epigenetica, che riguarda tutti quei cambiamenti sul DNA recenti, che si possono passare di madre in figlio.
    O ancora avvenire nell’individuo, se esposto a una serie di sollecitazioni ambientali.
  • Oggi sappiamo che l’epigenetica conta più della genetica sotto molti aspetti.
  • Ma soprattutto, il test del DNA può al massimo dirci se abbiamo delle predisposizioni (ad avere il colesterolo alto, per esempio) ma non ci dice come dobbiamo mangiare, quanto e cosa.
  • Conosco tantissime persone che, usando i migliori test genetici, hanno fatto un grosso buco dell’acqua e speso un sacco di soldi facendosi arrivare i kit dall’America o dal Nord Europa per costi non proprio alla portata di tutti. Conosco gente che, non contenta dei test di un kit, ne ha fatti altri. Senza arrivare a risultati apprezzabili e spendendo parecchio.

La genetica ce la vediamo addosso tutti i giorni.

Una persona sa di sé stessa molto più di quello che potrebbe rivelarle un test genetico, solo che non vuole occuparsene.
E spera che magari il test genetico le permetta di scoprire quei segreti del dimagrimento che finora ignorava.
Purtroppo non è così.
E probabilmente, proprio perché i geni non spiegano tutto, non sarà mai così per la maggior parte delle persone.

Il sovrappeso ha più spesso origini ambientali, di abitudini, ormonali, digestive, stress-correlate. E niente di questo ha molto a che fare con i geni.

L’aspetto genetico della dieta Meta mi convince poco, ma magari contestualizzato nel programma ha un senso. Scientificamente parlando, alla luce dei dati a nostra disposizione, i vantaggi dei test genetici per dimagrire sono molto scarsi.

L’altro punto è che, come abbiamo visto, per la dieta Meta non esiste un libro, un protocollo di riferimento adattabile a tutti.

Bisogna per forza rivolgersi al centro della dottoressa. Questo vi deve essere chiaro come la luce del sole al mattino. E chiaramente la cosa ha un costo. Un personaggio famoso può permetterselo, voi magari no o non lo so, sta di fatto che preferisco dirvelo. Già a pagina uno vi ho messo i contatti della dottoressa. Potete informarvi e valutare se seguire il programma o meno.

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