Dieta ed emicrania: che correlazione esiste?

Esiste una correlazione tra dieta ed emicrania? Secondo un nuovo studio che analizza i risultati di tutta la letteratura scientifica apparsa sulle emicranie e il fattore alimentare, non esiste una dieta speciale per chi soffre di emicrania.
Ma probabilmente esiste una correlazione, basata sull’importanza dell’asse intestino-cervello, tra alimentazione ed emicrania, sebbene sia soggettiva e di difficile generalizzazione.

Infatti il problema sta nel fatto che le emicranie possono avere un’origine differente: esistono emicranie collegate a carenza di serotonina, emicranie legate ad alterazione della funzionalità del nervo trigeminale o da mestruo (probabilmente collegate alla produzione di estrogeni). Esiste una correlazione tra celiachia ed emicrania, tra obesità ed emicrania e via dicendo.

Non essendoci una causa unica che possa spiegare l’insorgenza dell’emicrania, risulta quindi complicato trovare una dieta ideale per ridurre la frequenza degli attacchi che funzioni per tutti.
Ma qualcosa tuttavia si può fare. Cerchiamo di capire la correlazione tra dieta ed emicrania alla luce del nuovo studio danese a cura della dottoressa Parisa Garezani, pubblicato sul giornale scientifico Neuropsychiatric Disease and Treatment.

DIETA ED EMICRANIA

I fattori trigger

Sebbene siano soggettivi, esistono in letteratura numerosi studi che evidenziano come alcuni alimenti abbiano un effetto trigger (scatenante) sulle emicranie. Sarebbe quindi possibile provare a eliminarli dalla dieta e vedere se i sintomi migliorano. Tuttavia i risultati su larghe fasce di popolazione sono sconfortanti per molti alimenti che nel senso comune vengono considerati nocivi. E’ il caso del cioccolato fondente. L’eliminazione di questo alimento causa miglioramenti nell’emicrania in pochissimi pazienti.

dieta ed emicranie alcol

Molte più evidenze ci sono invece per alcol, caffeina e per carni lavorate come i salumi.
I formaggi molto stagionati, la birra, le carni lavorare e il salmone affumicato sono invece dei trigger in causa di emicrania associata al deficit dell’enzima MAO per il metabolismo della tiramina, contenuta in questi alimenti.
Esiste infine una correlazione tra celiachia ed emicrania.
In questo caso, un test per valutare se si è celiaci e l’adozione di una dieta senza glutine in caso positivo allevierebbero subito i sintomi.

Dieta per emicrania: senza grassi o senza carboidrati?

Non esistono evidenze che mostrino come una dieta chetogenica o senza carboidrati possa favorire la riduzione degli attacchi di emicrania: anche qui i dati a disposizione dei ricercatori sono inconsistenti. Qualche conferma in più arriverebbe invece da una dieta con pochissimi grassi (meno di 20 grammi al giorno in totale) perché agirebbe su fattori associati ad alcune emicranie come ipertensione e problemi cardiovascolari o eccesso estrogenico nelle donne.
Anche la dieta Dash si è rivelata utile per chi soffre di emicrania correlata a rischio ischemie e alta pressione sanguigna.

Consistenza, riduzione del peso, miglioramento della composizione corporea
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Obesità, fattori di rischio cardiovascolare, grasso viscerale sono tutti problemi correlati all’insorgenza delle emicranie. Ma c’è di più: essere consistenti nelle proprie abitudini alimentari ridurrebbe gli attacchi di emicrania, probabilmente agendo positivamente sui ritmi circadiani. Dunque mangiare alle stesse ore, non saltare i pasti. A tal proposito si è visto che un’integrazione di vitamina D sarebbe utile a contrastare gli attacchi di emicrania.
Allo stesso modo, attività fisica costante e miglioramento della composizione corporea in termini di maggiore massa magra può essere di notevole aiuto nella gestione delle emicranie.

I probiotici come alleato

Nello studio si parla infine dei probiotici ad ampio spettro come alleato per contrastare le emicranie. Andando a leggere gli studi bibliografici, i risultati maggiori si sono ottenuti con un prodotto olandese, Ecologic Barrier.

 

 

 

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