Come il cervello regola il glucosio nel sangue

Il cervello sarebbe capace di regolare il glucosio nel sangue attraverso un vero e proprio processo cognitivo che permette al corpo di bruciare più zuccheri.
Protagonista di questo meccanismo è l’ippocampo,  piccola area del cervello a forma di cavalluccio marino che si trova nel lobo temporale, ma che è anche parte del sistema limbico.

L’ippocampo è incluso in un importante circuito della memoria a lungo termine, che permette di conservare le informazioni. Inoltre ha un ruolo nell’orientamento e nella navigazione spaziale.
Ma a queste peculiarità dell’ippocampo oggi se ne aggiunge un’altra.

Questa minuscola porzione di cervello permette infatti di adoperare il glucosio non soltanto per le operazioni di memoria, ma regola il metabolismo all’attività cerebrale agendo sull’ipotalamo.
Maggiore è questa attività, più l’ippocampo permette al corpo di bruciare zuccheri.

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In parole povere, se volete regolare la glicemia del sangue e bruciare di più, allenate il vostro cervello.

ECCO COME L’IPPOCAMPO REGOLA IL GLUCOSIO NEL SANGUE

La scoperta del ruolo dell’ippocampo nella regolazione del glucosio si deve a un nuovo studio condotto da Tingley e pubblicato sulla rivista Nature. Di norma, il cervello infatti consuma da solo 90 grammi di glucosio, ovvero 360 calorie. Ma le persone che allenano la mente e studiano ne bruciano molte di più.
E’ l’ippocampo a regolare questa domanda energetica, come se fosse una centralina metabolica del cervello.
Esso infatti riceve le informazioni sensoriali e metaboliche dal nostro cervello: le proiezioni dei suoi neuroni raggiungono infatti varie aree corticali e subcorticali, inclusa quella dell’ipotalamo.

LA CENTRALINA DEL METABOLISMO

Tramite questa funzione di centralina, l’ippocampo fa da ponte tra i processi cognitivi e le loro necessità energetiche.
Tingley ha registrato dei modelli oscillatori chiamati SPW-R, sensibili ai cambiamenti di potenziale elettrico dei neuroni ippocampali. Le loro onde attraversano varie aree dell’ippocampo per poi arrivare ad altre regioni,.

Il team di Tingley ha analizzato le onde degli SPW-R nei ratti, scoprendo che, quando questi sono impegnati in particolari attività cerebrali, queste onde si intensificano e producono una riduzione del glucosio nel sangue nel giro di dieci minuti.
L’ippocampo infatti utilizza gli SPW-R  per collegarsi, tramite il setto laterale, all’ipotalamo, che sappiamo essere una regione che regola il metabolismo e con esso l’introito calorico, la fame e alcuni tipi di ormoni.
Questo spiegherebbe perché a uno sforzo cognitivo segue una riduzione del glucosio, ma potrebbe anche spiegare il motivo per cui molte persone affette da demenze sviluppano anche un diabete di tipo 2.



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